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Mercoledì 28 Ottobre 2015 16:02

neobuddhismo

 

 

Lettera aperta

 

Torino, 15 Luglio 2016

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto l'invito del sindaco di Trento Dott. Alessandro Andreatta per il Rev. Ghelong Lobsang
Sangye per parlare di buddhismo in generale e delle sue prospettive di sviluppo in Italia ed in Europa.

L'incontro è avvenuto il l 10 luglio  2016 nella sala consiliare del comune di Trento.

Erano presenti l'assessore all'ambiente Ing. Marika Ferrari, la Dott.sa Martina Loss, il Sìg Gianni Festini presidente del centro Samten
Choling e il Dott Umberto Testoni del centro Maitri Buddha.

L’incontro ha dato l’occasione per fare il punto della situazione del Buddhismo in Italia, anche a partire dalla storia del nostro centro.

Sul filo della memoria Lobsang Sanghye  ha ricostruito il dialogo.

 

Domanda dell'assessore : Che relazione c'è fra Lei (Lobsang Sanghye)  e la città di Trento.

 

Risposta di Lobsang Sanghye: fui invitato la prima volta a Trento nel 1994\5 per una conferenza sul buddhismo preparatoria

all'imminente visita d S. S.  Il Dalai Lama a Trento.

 

L'incontro per l'esattezza avvenne in una cittadina limitrofa della quale non ricordo il nome.

Poi vennero altri incontri in sedi istituzionali,  commemorazione del Vesak per due anni consecutivi insieme a Gheshe Gedun Tharcin
di Roma. Seguirono anni di insegnamenti regolari su invito dell’associazione Sentiero del Tibet ed in seguito del Centro Samten Choling.

Di quel periodo ricordo le difficoltà a farmi accettare dal centro Vajrapani di Bosentino, legato all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia,
che invitava i propri studenti a non andare agli insegnamenti del monaco italiano.

In verità io avevo già percorso un lungo tirocinio di studi monastici: 7 anni con Geshe T.  Rabten Rimpoche,  a Mont Pellerin (CH), che
all’epoca era l'unico centro europeo di alti studi tibetani per monaci occidentali destinati a diventare insegnanti.
Allora c'era la consapevolezza da parte dei tibetani che era fondamentale per il buddhismo preparare buoni Lama occidentali.

Ero giunto là dopo due decenni in cui avevo ricevuto iniziazioni da grandi maestri,  ebbi i testi di autoiniziazione  e feci puje del fuoco
di purificazione secondo le indicazioni di Gheshe Rabten, con  maestri tra cui Son Rinpoche,  Serkong Rimpoche,  Jampel Yan
Rimpoche e Tulku Urgyen Rimpoche,  Denma Locho Rimpoche,  allora Ganden Tripa  ecc...

Lo scopo di queste iniziazioni era quello di prepararmi bene a trasmetterle.

Alla morte del mio maestro il 23 febbraio 1986 fui accolto al monastero di Nalanda nel sud della Francia, dove proseguii gli studi con
l'abate G. Tegchock, fino a quando l'abate fu rimosso per ricoprire la carica di Abate nel monastero di Sera-je nel Karnataka.

Nella Conference on Tibetan Buddhism in Europe del 13-14 Agosto 2005 ero presente quale insegnante accreditato per l'Italia  sotto
il patrocinio di Tham Thong Rimpoche.

In quella sede si parlò  di neobuddhismo europeo. Il Dalai Lama diede istruzioni anche agli abati di dare insegnamenti essenziali e
non settari.

Allora il mio nome da monaco completamente ordinato era Tubten Rinchen.

Il 10 dicembre del 2006 Gheshe Sonam Chanchub favorì la mia ammissione al monastero di Gaden nell'India del sud, dove  ricevetti
il mio attuale nome Lobsang Sanghye dall'abate Lobsang Tsepel.

 

Domanda dell'assessore. : Qual è secondo, il Suo parere,  lo stato del Buddhismo in Italia e più in generale in Europa?

 

Risposta di Lobsang Sanghye : Sinceramente penso che sia diffuso un sentimento di disagio nei confronti di troppi buddhismi,  di
tradizioni anche spurie  come la Soka Gakkai,  e di centri con insegnanti improvvisati.

Ad oggi sembra che da sola la Soka Gakkai abbia più adepti dell'insieme dei frequentatori dei centri dell'UBI.

Dieci anni fa dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ci fu il tentativo di affiliare a loro il nostro centro. Per questa ragione il Centro
Maitri Buddha decise di uscire dall'UBI.

Il nostro centro aveva un fondatore, Gheshe Rabten Rimpoche,  al cui lignaggio intendeva rimanere fedele.

Inoltre era evidente già da anni la gestione approssimativa dell'Istituto LTK in quanto a scelte didattiche e master program inadeguati a
produrre insegnanti preparati.

Un  esempio per tutti: invece di insegnare l'Abidharma, si insegna Il commentario all’Abidharma di Vasubandhu che  contiene troppi
richiami induisti quali: terra piatta,  monte Meru ecc...,  cose che  Buddha non ha mai detto e non sono presenti nel testo originale.

Su questo punto ricordo che il Dalai Lama si soffermò molto nei suoi incontri con gli abati.

Purtroppo una parte di queste difficoltà hanno origine a monte,  i tre grandi monasteri dell'India del sud,  non hanno provveduto alle
riforme necessarie per affrontare l'incontro con l'occidente in un'India nella quale il buddhismo era scomparso da tempo, da troppo tempo.

I corsi scolastici per diventare Geshe nelle intenzioni dei grandi Lama del passato come Trumpa, Rabten, Yeshe, ecc...  dovevano
integrare materie aggiuntive quali: storia del mondo, sanscrito,  hindi,  inglese,  matematica,  fisica e  uso del computer. Hanno
continuato a privilegiare la cultura tibetana congelata al momento dell’esodo.

I Geshe che attualmente arrivano nei nostri centri non conoscono l'inglese, i traduttori dal tibetano sono sempre più rari,  con la
conseguenza di un impoverimento degli insegnamenti e del rapporto con gli studenti.

Non si può insegnare senza padronanza della lingua.

Ricordo bene quanto si fosse impegnato Lama Yeshe nello studio dell'inglese e del pensiero occidentale , così come  Trumpa in
America e Rabten in Europa.

Sto proponendo a chiunque voglia leggere questa conversazione un (neo)buddhismo europeo che sia capace di recuperare un ceto
medio italiano che da tanto tempo ha abbandonato la frequentazione dei centri per i motivi che abbiamo citato.

Desiderio aggiungere ancora che i simpatizzanti nei confronti del buddhismo sono tantissimi in Italia e nel mondo,  c'è una grande
sete di saperne di più. Ma ai più risulta incomprensibile il proliferare delle scuole divise e talvolta in guerra.

 

Penso che le diverse scuole etniche,  zen ecc.., non abbiano  attuato quelle riforme necessarie all'incontro con una cultura
profondamente differente.

Per quanto concerne gli insegnamenti,  immagino di considerare il Dharma come l'albero della vita:  le radici sono Theravada (tripitaka), 
il tronco è Mahayana (sutra, prajna), i frutti sono i grandi tantra dei mistici yogi degli anni mille nell'India che iniziava a declinare.

Ritengo importante la trasmissione dei tantra perché produce esperienze che cambiano la vita,  l'occidente ha bisogno di emozioni forti
per vincere un nichilismo diffuso,  sottile,  che svuota la vita di valori e di gioia.

 

 

Grazie per condividere queste mie riflessioni.

 

Ghelong Lobsang Sanghye

 

Open letter

Torino, 15 th July  2016

 

 

Recently we  received the  Trento Mayor, Doctor Alessandro Andreatta, invitation,

to the  Rev. Ghelong Lobsang Sanghye for a talk about Buddhism  and its   relative development prospectives in Italy and Europe.

The meeting took place on July 10th 2016, in a hall of the  Trento city council.

Were present: Councillor for the Environment Ing.Marika Ferrati, Doc. Martina Loss, Mister Gianni Festini (Samten Choling Center President) and Doc.Umberto Testoni (Maitri Buddha Center).

This meeting provides an opportunity to take stock of the situation of Buddhism in Italy, also starting from our history as Maitri Buddha Center.

Lobsang Sanghye has rebuilt/ reconstructed a dialogue by thread of memory.

 

Alderwoman: What kind of relationship links you to the City of Trento?

Lobsang Sanghye: I was invited in Trento for the first time in 1994, to attend a  preparatory  conference on Buddhism, in occasion of Dalai Lama visit.

To be exact the meeting took place in a little town in the neighborhood, but I can’t remember the name.

Afterwards, there were other meetings in institutional contexts during Vesak Celebration, for the successive two years kept with Gheshe Gedun Tharcin of Rome.

Then, there were several years of regular teachings at the invitation of Sentiero del Tibet Association, and then of Samten Choling Center.

At that time I remember the difficulties to be accepted by Vajrapani Center in Bosentino (Tn), associated with Lama Tzong Khapa Institute in Pomaia, whose direction convinced their own students not to follow the Italian monk teachings.

The truth is that I already had  a very long training in monastic studies: seven years with Geshe T. Rabten Rinpoche, in Mont Pellerin (CH), at that time the only one European center dedicated to Higher Tibetan Studies for western monks destined to become teachers.

In those days  Tibetan Lamas had the clear awareness that it was imperative for the Buddhism fate

to train good western lama.

I reached that point of my life after  two decades  in which I received initiations from great teachers such as Son Rinpoche,  Serkong Rimpoche,  Jampel Yan Rimpoche e Tulku Urgyen Rimpoche,  Denma Locho Rimpoche,  at that time Ganden Tripa etc..

 

I had self-initiation texts, performed fire pujas, in accordance with the guidelines of Gheshe Rabten.

The purpose of these initiation rituals was to get me ready to transmit them.

When my Master died, on February 23th 1986, I was greeted by Nalanda Monastery, in the south of France, where I continued my own studies with the Abbot G. Tegchock, until he was removed from that job to hold the seat of Abbot in Sera-je Monastery, in Karnataka.

 

 

I was present at the Tibetan Buddhism Conference in Europe on August 13-14th 2005, as  accredited teacher for representing Italy, sponsored by  Tham Thong Rimpoche.

On that occasion the subject of the meeting was European Neo- Buddhism and H.H. Dalai Lama had a speech in front of us and all the abbotts, about giving essential teachings instead of sectarian ones.  At that time my name as monk was Tubten Rinchen.

On December 10th 2006 Gheshe Sonam Chanchub promoted my admission in Gaden Monastery, South India, where I received my  current name,  Lobsang Sanghye, by  the Abbot  Lobsang Tsepel.

 

Alderwoman: What’s your opinion about Buddhism development in Italy and in Europe?

Lobsang Sanghye : Sincerely I think it exists a common sense of discomfort towards too many Buddhist schools,  also from fake traditions, such as Soka Gakkai,  and center with improvised teachers.

Today it looks like that Soka Gakkai alone has more followers than all members of UBI Centers together.

Ten years ago Lama Tzong Khapa Institute (Pomaia, Italy) attempted to affiliate our center (Maitri Buddha, Torino-Italy. For that reason we left the UBI.

Our center already had a founder, Gheshe Rabten Rimpoche, to which lineage we wanted  to stay true.

 

 

Furthermore, it was clear from several years the sketchy management of LTK Institute about didactic and the inappropriate master programs for creating trained teachers.

To give one example: instead of  teaching Abidharma,  they teach the Abidharma Commentary by Vasubandhu that contains too many Hindu concepts  such as: Flat Earth, Meru Mountain, etc...

Buddha never said those things and they are not in the original texts.

On this argument, I remember, Dalai Lama spent lot of time in his meetings with the abbots.

Unfortunately the fundamental problems come from the three big monasteries in the South of India: They didn’t introduce any  reform, essential  prerequisites to face  the Western culture,  while Buddhism  in India was disappeared from many years, so much time…

Courses in school for training Geshe, as the great Lamas of the past wanted (Trumpa, Rabten, Yeshe, etc.), had to complete  additional school subjects, such as World History, Sanskrit language,

 

Hindi, English, Mathematics, Physics and Computer.

 

They privilege Tibetan culture, frozen at the Exodus moment.

Geshe that actually arrive in our centers, don’t know English, Tibetan Translators are very rare.

So, as result, teaching  and relationship with students decline.

It’s not possible to educate without the mastery of spoken and written language.

I remember very well how Lama Yeshe was engaged in study English and Western Thinking, as well as Trumpa in America and Rabten  in Europe.

I’m suggesting everyone who want to read this conversation, an European  Neo-Buddhism able to take back in our centers the Italian middle class that from a very long time has quitted the Dharma Centers for troubles I have already referred.

Further I would say that  there are plenty of Buddhism supporters in Italy and in the world.

They have thirst for knowledge.

But for the most of these  people, it results unclear the thrive of divisions between different schools, sometimes in war.

I think the disparate ethnic school didn’t realize the adequate reforms to meet a deeply different  culture.

Regarding the teachings, I imagine to consider the Dharma as the Tree of Life: roots are Theravada (tripitaka), the trunk is Mahayana (sutra, prajna),  the fruits are the tantra of 1000’s mystic yogi in India at the beginning of her decline.

I consider very important the tantra transmission, because it produces experiences that change life.

The West needs strong emotions to overcome the current nihilism, thin and deceitful, that deprive life of values and joy.

Thanks to share my reflections,

 

Ghelong Lobsang Sanghye.

 

 

 

CONFERENZA AL Liceo Pascal di Roma

 

ConferenzaLiceo Pascal Roma

 

CENTRO STUDI MAITRI BUDDHA

 

di Ghesce RABTEN Rinpoce (C.Maitri)
Padre Spirituale Ven Geshe Sonam JANGCHUB - Università monastica di GADEN (India)

 

Responsabile degli insegnamenti : 
Ven. Ghelong LOBSANG SANGHYE

 

Il Centro si propone di diffondere gli insegnamenti ed i valori del Buddismo antico e del Buddismo dell'India del Nord (Mahayana) così come furono trasmessi al Tibet negli anni 1000 secondo latradizione di S . S . il DALAI LAMA.

I corsi riguardano studi prolungati di testi sulla saggezza, logica e linguaggio, sulla mente e le sue funzioni.

I seminari riguardano investigazioni specifiche, utili per sradicare i caratteri egoici della mente.

Hanno insegnato in questo centro grandi Maestri, tra cui

Ghesce Rabten Rinpoche, l'Abate Ghedun Sangpo, Ghesce Tobten, L'Abate J.Tegchock Rinpoche, Ghesce Jampa Ghiatzo, Ghesce Jampa Lodro, Ghesce T.Gompo, Lama Gonsar Rimpoce, Ghesce Sonam Jang Chub, Ghesce Tashi Bum, Ghesce Namgyel, Lama Jang Chub, Lama Choden Rinpoche.



Geshe Rabten

L’ormai lunga storia del Centro Studi Maitri Buddha è incentrata su due figure fondamentali. Da una parte Ghesce Tadim Rabten Rimpoche, famoso maestro della scuola del Dalai Lama, mandato in occidente a fondare una classe di monaci eruditi con sede a Mont Pelerain, nei pressi di Montreaux in Svizzera. Dall’altra, la guida spirituale dell’attuale Centro e dei suoi affiliati, il monaco (Ghelong) Lobsang Sanghye.

Tutto inizia nel 1974 quando l’ing. Edmondo Turci allora responsabile di progetti spaziali di Finmeccanica ed incaricato di un corso (meccanismi per lo spazio), presso il Dipartimento aerospaziale del Politecnico di Milano, incontra i suo maestro.

L’incontro di E. Turci con G. Rabten determina l’inizio di un sodalizio durato fino alla morte di G. Rabten il 23 febbraio 1986.

Dal 1975 E. Turci segue i corsi monastici direttamente in Svizzera. Nel 1980 G. Rabten gli chiede di abbandonare le ricerche a scopo militare, che allora erano la maggiore attività presso la Finmeccanica. A seguito di ciò, E. Turci chiede ad Alenia Spazio di Torino, altra divisione di Finmeccanica, il trasferimento come ricercatore presso le sue strutture. Nel 1970 era stato segnalato a Milano (Ansa) dall’allora ministro della Ricerca Rubinacci per le innovazioni in campo spaziale.

lobsang

Nel 1982, con l’approvazione di G. Rabten e con amici di Torino, fonda il Centro Maitri e ne diventa insegnante laico. Nel frattempo gli studi monastici proseguono fino alla morte del maestro il quale, prima di congedarsi,  propone al discepolo di continuare gli studi presso il Monastero di Nalanda a Lavour presso Tolosa.

E.Turci segue per altri sette anni gli insegnamenti in Francia, grazie alla vicinanza del Monastero al Centro Aerospaziale francese di Tolosa, con il quale E. Turci coopera a progetti europei.

Il 4 aprile 1994 E. Turci diventa monaco ordinato da Zopa Rimpoche assumendo il nome di Thubten Rinchen. Nel settembre dello stesso anno apre il Centro Studi Maitri Buddha e ne diventa la guida spirituale.

Da allora fino al giorno d’oggi ha sempre insegnato ogni venerdì i testi canonici della scuola Ghelugpa. Per i tredici anni successivi il Centro è iscritto alla U.B.I. da cui ne esce per seguire un buddhismo maggiormente legato alle origini e meno dispersivo, data la confluenza nell’U.B.I. di variegate correnti di pensiero.

Da allora, oltre gli insegnamenti dottrinali nelle sedi di Torino, Domodossola e Rieti, tiene conferenze pubbliche (già in Senato ed in Campidoglio) e presso le sale dei Consigli Comunali di Rieti, Torino, Trento, Verona, Palazzo del Podestà di Rimini ed altri ancora.

E’ autore di otto libri di filosofia buddhista, tutti editi dalla casa editrice Psiche di Torino.

Dal punto di vista professionale ha prodotto una cinquantina di papers di ricerca nel campo aerospaziale.

Nel dicembre 2006 a Thubten Rinchen viene imposto il nome di Lobsang Sanghye dall’abate Lobsang Tsepel del Monastero di Gaden in India. Con questo atto diviene membro del Monastero Gaden Jangtsè.

Nel 2008 riceve il premio Valdo Fusi (Pannunzio) Torino Libera per la sua attività di ricerca scientifica e per la salvaguardia della cultura tibetana.

Il Centro è affiancato dalla ONLUS Maitri avente lo scopo  di aiutare concretamente ospedali in India gestiti da monaci tibetani, adozioni di bimbi futuri monaci (children village) ed anche centri di studi buddhisti.

 

IL CENTRO STUDI MAITRI BUDDHA

ADERISCE ALLA

GADEN JANGTSE FEDERATION EUROPE

FEDERAZIONE DEI CENTRI LEGATI ALLA TRADIZIONE GELUPA DEL MONASTERO DI GADEN JANGTSE IN INDIA CHE RICONOSCE COME GUIDA SPIRITUALE S.S. IL DALAI LAMA


 
Dalai Lama


Dalai Lama

 

Per essere informato delle attività si S.S. il Dalai Lama

http://www.dalailama.it/it

www.dalailama.com/

Per il sito di S.S. il Dalai Lama su Twitter

 

 

"Monaci, per colui che coltiva, sviluppa, insegue, prende per base, stabilizza, consolida ed intraprende bene la liberazione della coscienza attraverso l'amore universale, può aspettarsi undici benefici. Quali undici?

"Dorme placidamente si sveglia placidamente, non vi sono incubi nel suo sonno. È caro agli esseri umani, caro agli esseri sovrumani. I deva lo proteggono. Né fuoco né veleno né armi possono toccarlo.

La sua mente si concentra velocemente. Il suo colorito è chiaro. Muore senza paura o confusione e – se non raggiunge il Nibbana - rinasce sempre nei mondi di Brahma.

"Ecco gli undici benefici per colui che coltiva, sviluppa, insegue, prende per base, stabilizza, consolida ed intraprende bene la liberazione della coscienza attraverso l'amore universale, può aspettarsi undici benefici.”

 

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